Interventi

Prevenzione

Intesa anche come atto valutativo di situazioni di rischio, la prevenzione comprende tutte quelle attività finalizzate a sensibilizzare, educare, informare ed anticipare atteggiamenti, comportamenti e condotte a rischio o da perseguire. Tra le attività di prevenzione che caratterizzano l’intervento psicologico rientrano la promozione del benessere individuale, collettivo, sociale e lavorativo, la promozione della salute e di modifica dei comportamenti a rischio.

Diagnosi Psicologica e Neuropsicologica

La diagnosi psicologica è l’atto tipico di indagine e valutazione, conoscitivo e comunicativo, che si avvale di modelli teorici di riferimento dei processi mentali, del comportamento e della relazione. Al fine di poter definire un processo diagnostico, lo psicologo si avvale dell’osservazione clinica, del colloquio psicologico e del proprio strumentario psicodiagnostico (test e altri strumenti standardizzati).   

La diagnosi consiste nella valutazione di comportamenti e di processi mentali e affettivi anormali, che risultano disadattivi e/o fonte di sofferenza (e cioè di manifestazioni psicopatologiche e di sintomi) attraverso la loro classificazione in un sistema diagnostico riconosciuto e l’individuazione dei meccanismi e dei fattori psicologici che li hanno originati e che li mantengono” (APA, 2003)

La valutazione neuropsicologica, inoltre, è un esame diagnostico mirato alla diagnosi di eventuali deficit cognitivi e delle implicazioni psicologiche, affettive e di personalità dovute ad eventi patologici (ictus, demenza, ecc.). La valutazione del funzionamento dei diversi domini cognitivi (memoria, prassie, linguaggio, attenzione, funzioni esecutive, ragionamento e linguaggio) e psicologici viene fatta mediante appositi strumenti testistici validati, ed è indispensabile alla definizione di un programma riabilitativo.  

Spesso la valutazione diagnostica è affiancata da una valutazione funzionale, necessaria ad esempio in presenza di disabilità intellettiva, che è finalizzata a descrivere come la persona “funziona” in diversi ambiti: la sua autonomia, il suo ruolo sociale, le sue condizioni intellettive ed emozionali, e quindi ottenere un quadro chiaro rispetto alle abilità possedute, a quelle emergenti ed a quelle non ancora possedute. Lo scopo è sviluppare un programma di intervento psicoeducativo individualizzato, con la finalità del miglioramento della qualità della vita della persona con disabilità. Inoltre, una valutazione periodica (follow up) è indispensabile a monitorare l’intervento implementato e a verificare il raggiungimento degli obiettivi di volta in volta stabiliti. 

Abilitazione – Riabilitazione

Conseguenza dell’azione diagnostica, è la definizione del piano di trattamento, inteso come percorso di abilitazione e di riabilitazione, e che comprende tutte le attività volte a promuovere benessere, sviluppo e mantenimento della salute.   

La Riabilitazione Psicologica, di tipo anche cognitivo-funzionale, si avvale di tecniche mutuate da teorie e modelli psicologici e comprende tutte quelle attività finalizzate ad una reintegrazione e recupero di abilità o competenze che hanno subito una modificazione, un deterioramento o una perdita, oppure la compensazione, nei casi in cui non sia possibile il recupero. L’azione riabilitativa è volta a recuperare le capacità e/o le competenze della persona attraverso tecniche che prevedono un percorso di valutazione psicologica e di assessment e consulenza.

Tra le attività di Abilitazione, invece, è possibile annoverare la Progettazione e Supervisione di Interventi Psicoeducativi per persone con disabilità. Dopo aver stabilito, mediante una valutazione funzionale, quali siano le abilità possedute, quelle “emergenti” e le abilità assenti, viene strutturato un intervento psicoeducativo basato su specifici obiettivi per ogni area in cui operare. Tale programma, messo in atto da una figura educativa, è poi sottoposto a supervisione periodica e, dunque, progressivamente aggiornato.

Sostegno Psicologico

Il sostegno psicologico è un intervento il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita dell’individuo e degli equilibri adattivi in tutte le situazioni (di salute e di malattia), nelle quali ciò si rileva opportuno, sviluppando e potenziando i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione.

Il sostegno psicologico è una funzione di tipo supportivo alla tenuta delle condizioni di benessere della persona, del gruppo o di una istituzione. Si realizza, quindi, in tutti quei casi entro i quali si ritiene opportuno garantire continuità e contenimento ad una data condizione.   

Consulenza psicologica (Counseling)

La consulenza psicologica (o counseling) comprende tutte le attività caratterizzanti la professione psicologica, e cioè l’ascolto, la definizione del problema e la valutazione, l’empowerment, necessari alla formulazione dell’eventuale, successiva, diagnosi. Lo scopo è quello di sostenere, motivare, abilitare o riabilitare il soggetto, all’interno della propria rete affettiva, relazionale e valoriale, al fine anche di esplorare difficoltà relative a processi evolutivi o involutivi, fasi di transizione e stati di crisi anche legati ai cicli di vita, rinforzando capacità di scelta, di problem solving o di cambiamento.  

Sostegno alla Genitorialità

Il sostegno alla genitorialità è un intervento di natura psicoeducativa, rivolto ai genitori che desiderano migliorare le relazioni con i propri figli e affrontare efficacemente difficoltà educative che spesso si incontrano nel corso dello sviluppo dei propri figli.  

La presa in carico di un soggetto in età evolutiva richiede sempre un coinvolgimento o trattamento anche dei genitori o, comunque, delle figure di accudimento. 

In questi casi, spesso i genitori hanno bisogno solo di informazioni o sostegno per fronteggiare un loro momento di impasse nei confronti del bambino che pone nuove richieste; a volte i genitori si accorgono che il figlio è in difficoltà, ma non sanno come aiutarlo; altre volte ci sono situazioni in cui il figlio ha già sviluppato un disturbo vero e proprio. 

Dopo un ampio e accurato assessment, durante il quale sarà possibile valutare l’eventuale presenza di quadri psicopatologici, l’esistenza di condotte comportamentali disfunzionali a livello genitoriale e la presenza di potenziali risorse, viene proposto l’intervento sulla coppia genitoriale che più si adatta alle loro necessità. 

Tali interventi hanno lo scopo di: 

promuovere un miglioramento dello stile di parenting per far sì che il bambino (o l’adolescente) ne tragga vantaggio per affrontare la sua sofferenza; 

aiutare i genitori a riconoscere i propri schemi di funzionamento e, laddove sia necessario, a modificarli per renderli più responsivi nella cura; 

facilitare la messa in atto di soluzioni più flessibili e dunque modificando le modalità disfunzionali che tendono a perpetuare ed esacerbare le condotte problematiche del figlio ed interrompendo i circoli viziosi di mantenimento della psicopatologia. 

In funzione dei problemi emersi, dunque, possono essere impostati diversi programmi d’intervento, dalla organizzazione di incontri effettuati con lo scopo di guidare e supportare i genitori nell’adempimento della loro funzione, all’attuazione di un percorso di parent training

Psicoterapia

La psicoterapia è un percorso di trattamento dei disturbi psicologici che si realizza in una serie di incontri con un professionista psicoterapeuta. Lo scopo della psicoterapia è promuovere un cambiamento tale da alleviare in modo stabile alcune forme di sofferenza emotiva. La psicoterapia aiuta la persona a vivere meglio.  

La psicoterapia cognitivo comportamentale (TCC) o in inglese Cognitive Behavioural Therapy (CBT) è uno specifico orientamento della psicoterapia; oggi è molto diffusa e considerata una modalità di trattamento dimostrata valida ed efficace dal punto di vista scientifico da una considerevole e consolidata mole di ricerche empiriche (evidence-based medicine) di carattere internazionale, tanto da rappresentare la psicoterapia di prima scelta (gold standard) nella cura dei disturbi d’ansia, panico, fobia sociale, disturbo ossessivo-compulsivo e della depressione, mostrando una efficacia equivalente alla terapia farmacologica con un ridotto tasso di ricaduta nel tempo; il modello cognitivo comportamentale è stato riconosciuto come trattamento efficace per numerosi disturbi psicologici, tanto da essere inserito in molte linee guida nazionali e internazionali (es: USA, Gran Bretagna, Australia; NCCMH, 2011).  

In termini generali, la psicoterapia cognitiva e comportamentale spiega il disagio emotivo attraverso una complessa relazione di pensieri, emozioni e comportamenti. Gli eventi influenzano le nostre emozioni, ma pensieri e comportamenti determinano la loro intensità e la loro durata.  

Ognuno di noi ha modalità tipiche di pensare e agire che possono produrre malessere e questi sono il bersaglio della psicoterapia cognitiva comportamentale. Spesso non siamo consapevoli dei nostri schemi e delle nostre abitudini dannose, la psicoterapia cognitivo comportamentale ha lo scopo di individuarli e modificarli.  

La Psicoterapia Cognitivo Comportamentale agisce quindi su emozioni, pensieri (o schemi cognitivi) e comportamenti in modo attivo.